Una linea di vini della casa deve parlare la stessa lingua del locale. Il progetto per il Ristorante Cappello di Rosolina, raccontato dal tavolo.
L'etichetta è l'ultima cosa che un cliente legge prima di assaggiare. Per il Ristorante Cappello di Rosolina doveva dire la stessa cosa che dice il locale: genuina, diretta, di carattere.
Prendere i colori dal posto giusto
Siamo partiti dall'identità del ristorante e dei suoi colori per costruire una famiglia di etichette che si riconosce subito sul tavolo, insieme alla dicitura Veneto IGP, e che racconta il territorio senza folklore.
Il lavoro vero è nei limiti: poco spazio, una dicitura obbligatoria, una carta da scegliere con attenzione. In un campo così piccolo ogni scelta pesa.
Coerenza che si serve a tavola
Un'etichetta ben fatta non fa vendere più vino: fa sì che il ristorante abbia la stessa cura nel piatto, nel bicchiere e nella carta. È quello che il cliente nota anche quando non sa spiegare perché.








